L’impegno del Marocco contro l’estremismo e per l’Islâm

photo_6000_7197009

 

 Sua Maestà il Re Muhammad VI, come Amīr al-Mu’minīn (Principe dei Credenti), ha partecipato ieri, nella moschea Al Qaraouiyine di Fez, alla cerimonia di insediamento del Consiglio Superiore della Fondazione Mohammed VI degli ʿUlamâ’ Africani.

Questa Fondazione si propone di adottare qualsiasi iniziativa per trasmettere, attraverso gli ʿulamâ’ africani, la corretta immagine dell’Islâm, promuovendo i valori della moderazione, della tolleranza e della convivenza pacifica.

L’istituzione mira a promuovere una rivitalizzazione religiosa, scientifica e culturale del patrimonio islamico e, nel contempo, a consolidare i rapporti storici che legano il Marocco con gli altri paesi africani, per garantirne lo sviluppo e soprattutto la cooperazione. Il percorso, delineato dalla Fondazione, punta a colmare in modo concreto alle tante richieste, in materia religiosa, provenienti dai 31 paesi africani fratelli.

Leggi ancora

2 Giugno 2016 – Festa della Repubblica

13335936_1019677631418795_4100641484477341712_n

بسم الله الرحمٰن الرحيم

Salam aleikum

Fratelli e sorelle, la nostra amata Repubblica compie 70 anni. Il patto sottoscritto 70 anni fa da uomini e donne di tutte le provenienze politiche e con idee completamente diverse, capaci di superare ogni divisione e ogni conflittualità per dare un futuro di democrazia e di pace alla nostra nazione, oggi ci deve fare riflettere più che mai sulla necessità di scelte responsabili e condivise. Sulla fondamentale necessità del dialogo e dell’ascolto.

La Costituzione è una fonte preziosa alla quale tutti devono attingere per continuare ad irrigare il fertile terreno su cui è piantato il grande albero della Democrazia. La Costituzione e’ scolpita sulla roccia e le parole incise nella pietra sono autentiche pietre di saggezza.

Uguaglianza e Libertà, Lavoro e Diritti, Pace e Solidarietà. Questa è la grande ricchezza genetica di una sublime Carta che ogni uomo deve fare sua giorno dopo giorno e condividere con gli altri. Con tutti, in parità di diritti e doveri. Perché nessuno ha più diritti degli altri e nessuno ha meno doveri degli altri.

I 70 anni della Repubblica italiana sono non soltanto un anniversario ma anche un percorso nobile di una storia repubblicana interpretata dal popolo italiano.

Di questa storia lusinghiera sono parte attiva e integrante i tanti musulmani d’Italia, italiani e non, che quotidianamente contribuiscono alla crescita e allo sviluppo del Paese con il proprio lavoro, con la ricerca, con il proprio apporto culturale, etico e sociale, condividendone la speranza di un futuro sempre migliore.

Viva l’Italia!

Viva La Repubblica !

Il terrorismo si combatte con il dialogo e con i diritti

Intervista di Carmine Albereti a AbdAllah Cozzolino su il quotidiano la Discussione – 14 aprile 2016

 

“Per combattere il terrorismo è fondamentale, accanto all’attività di intelligence, instaurare una sinergia con quelle comunità islamiche che hanno fatto una chiara scelta di campo, condividendo i valori della Costituzione della Repubblica Italiana, e che hanno gli strumenti e le conoscenze idonee per trasmettere soprattutto ai giovani idee e valori sani”. A parlare è Massimo Abdallah Cozzolino, segretario generale della Confederazione Islamica Italiana, organizzazione nazionale che riunisce 14 Federazioni regionali islamiche, al fine di operare per il coordinamento di tutti i luoghi di culto aderenti sparsi sull’intero territorio italiano, promuovendo l’unità degli obiettivi, dei progetti e delle azioni, nonché il dialogo tra le stesse con le autorità a livello nazionale e locale.

Quanto è difficile vivere la vostra fede in Italia?

“È innegabile che ci sono delle difficoltà, legate al mancato riconoscimento di alcuni diritti fondamentali.

Cioè?

Un cittadino musulmano che vive e lavora in Italia ha difficoltà, ad esempio, a trovare luoghi di culto idonei, ovvero centri in cui si trasmetta la lingua e la cultura araba a beneficio dei propri figli. Per non parlare dell’assenza, in alcune aree del Paese, come al Sud, di luoghi di sepoltura riservati alle persone di fede islamica. Bisogna tenere conto del fatto che l’Islam non è solo la religione dei migranti, ma di tanti cittadini italiani che si sono avvicinati a questa fede per motivi di studio o di relazioni attraverso, ad esempio, i matrimoni misti.

Parliamo del terrorismo internazionale…

Per combattere il terrorismo bisogna, innanzi tutto, arrivare ad un vero coordinamento delle forze in campo e dell’intelligence. Ma questa attività, da sola, non basta. Occorrono anche delle misure contro il degrado materiale e sociale che ha fatto nascere dei veri e propri quartieri – ghetto in Francia e in Belgio, dove si è sviluppato il radicalismo. Serve, dunque, una strategia complessiva.

Quanto è importante in questa strategia la presenza di organizzazioni come la Confederazione Islamica Italiana?

È molto importante. Anzi direi che è fondamentale la sinergia con quelle comunità islamiche che hanno fatto una chiara scelta di campo e condividono i valori che sono presenti nella Costituzione della Repubblica Italiana, riguardo alle libertà ed alla parità dei diritti e che hanno gli strumenti e le conoscenze idonee per trasmettere soprattutto ai giovani idee e valori sani.