Consiglio Direttivo

PRESIDENTE
MOUSTAPHA HAJRAOUI

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VICEPRESIDENTE
CHAFIQ EL EQAYLY

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VICEPRESIDENTE
HICHEM RACHDI

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SEGRETARIO GENERALE
 ABDALLAH MASSIMO COZZOLINO

 

Io Massimo

 

                                                                TESORIERE
                                                    ABDELILLAH BELBOULA

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                                                     CONSIGLIO DIRETTIVO

Federazione Islamica del Piemonte – Presidente Mustapha Hajraoui

Federazione Islamica della Liguria  – Presidente Lahcen Chamseddine

Federazione Islamica del Trentino Alto Adige – Presidente Mokhtar Chioua

Federazione Islamica del Veneto – Presidente Lhoussaine Ait Alla

Federazione Islamica del Friuli Venezia Giulia – Presidente Ahmed Efrad

Federazione Islamica della Lombardia – Presidente Hamid Khartaoui

Federazione Islamica dell’Emilia Romagna – Presidente Hammadi Mountassir

Federazione Islamica delle Marche – Presidente Hichem Rachdi

Federazione Islamica della Toscana  – Presidente Abdelillah Belboula

Federazione Islamica dell’Umbria – Presidente Chaifq El Oqayly

Federazione Islamica del Lazio  – Presidente AbdulHamid Saydawai

Federazione Islamica della Campania – Presidente AbdAllah Massimo Cozzolino

Federazione Islamica della Puglia – Presidente Mohamed El Khatab

Federazione Islamica della Calabria  – Presidente Mohamed El Ghouazi

Federazione Islamica di Sicilia – Presidente Ismail Bouchnafa

Rappresentante delle donne – Awatif Mazigh

Rappresentante delle donne – Asmaa Bakkali

 

Struttura

La Confederazione è un’organizzazione a struttura piramidale di cui le moschee costituiscono la base.

Alle moschee spetta infatti la decisione finale riguardo la costituzione di tutti gli altri organi della Confederazione e la fondazione delle Federazione regionali al fine di favorirne il coordinamento, eleggendo anche i membri dell’Assemblea generale.

I criteri oggettivi che devono guidare la scelta dei responsabili a tutti i livelli, locale (moschee), regionale (Federazioni) e nazionale (Confederazione) sono:

  • Fiducia nel progetto;
  • Competenza;
  • Disponibilità a servire il bene comune;
  • Convinzione dell’utilità del lavoro volontario.

Per garantire una reale rappresentatività dei diversi organi della Confederazione, la formazione delle Federazioni regionali e della Confederazione stessa avviene attraverso elezioni imparziali e trasparenti.

Le Federazioni regionali sono elette dalle moschee che ne fanno parte, secondo le regole previste dagli Statuti in conformità al diritto italiano.

Per quanto concerne la Confederazione, l’Assemblea generale è formata da:

  • Un delegato ogni cinque moschee;
  • Presenza di diritto di ciascun presidente di Federazione regionale;
  • Una rappresentante per le donne;
  • Un/ una rappresentante per i giovani di seconda generazione (sotto i 25 anni);
  • Un/ una rappresentante dei musulmani di origine italiana;

Obiettivi

 

  • Perché la costituzione di una nuova organizzazione islamica in Italia?

È evidente a tutti gli osservatori della realtà islamica in Italia che le organizzazioni islamiche a carattere nazionale presenti attualmente sul territorio non rappresentano e non coordinano tutte le moschee presenti, oltre 700, e neanche la maggior parte di esse.

Questo dato da solo giustificherebbe la costituzione di una organizzazione islamica aperta alle moschee indipendenti e non appartenenti a nessun’altra organizzazione.

Quindi l’obiettivo principale della Confederazione Islamica Italiana è l’organizzazione delle realtà islamiche già presenti, nell’ambito di un modello organizzativo nazionale con una propria ramificazione a livello regionale e locale.

 

  • Quali sono gli obiettivi della Confederazione Islamica Italiana?

Il primo obiettivo è andare incontro alle aspettative e alle necessità religiose, spirituali e materiali di ogni musulmano.

In questo ambito, la speranza di ciascuno musulmano in Italia rimane quella di vivere in un Paese dove le libertà siano sacre e non ci si limiti al rispetto delle religioni ma vi sia un riconoscimento concreto dell’Islam come la seconda componente religiosa a livello demografico nella società italiana ed europea.

Similmente la questione dell’individuazione di luoghi di culto dignitosi richiede un’opera di ricognizione generale delle moschee al fine di garantire un’operatività nel migliore dei modi possibili.

Come i luoghi di culto sono oggetto di interesse da parte dei musulmani, così il compito degli imam in essi impiegati non è di secondaria importanza. Quindi qualsiasi visione del futuro dovrà provvedere contestualmente alla costruzione di strutture e alla scelta di persone adeguate. In tal modo, la scelta di un imam competente e timoroso di Allah (SWA), scongiurerà i rischi di improvvisazione e strumentalizzazione che non alcun legame con il messaggio e la dottrina religiosi.

Infatti, il ruolo dell’imam ha un legame ha un legame con il contenuto del discorso religioso, che deve anzitutto guidare il musulmano nella conoscenza nella Retta Via fondata sulla mediazione e sulla moderazione, lontana da qualsiasi forma di estremismo. Allah (SWA) dice nel versetto: <<Abbiamo fatto di voi una comunità mediatrice (…) Non vi è costrizione nella religione>> (Surat Al- Baqara, v. 256).

La conoscenza che il musulmano ha della propria religione non si limita ai rituali e alla dimensione formale, ma li trascende fino a includere aspetti etici quali il comportamento, i rapporti tra i musulmani e quelli tra musulmani e non musulmani, fondati sul rispetto reciproco, la convivenza, l’amore per gli altri e per sé stessi. Ciò comporta inoltre l’ampliamento delle aree di cooperazione, il rafforzamento dei legami di fraternità nella società italiana e l’apertura verso l’Europa e i popoli del Mediterraneo e delle altre regioni.

La tutela della propria identità religiosa e della cultura d’origine deve mantenere la propria importanza senza sfociare in atteggiamenti di chiusura, valorizzando piuttosto le esperienze umane in ambiti vitali come i diritti umani e la democrazia.

Una particolare attenzione è riservata al coinvolgimento delle donne e dei giovani nelle attività della Confederazione e nei suoi meccanismi decisionali, senza trascurare coloro che vengono definiti “nuovi musulmani”, ovvero i musulmani di origine italiana.

E’ prevista inoltre la formazione di corsi per l’insegnamento della lingua araba e la memorizzazione del Corano per i bambini, nonché la promozione di attività culturali, sportive e ricreative per tutti i membri.

Le moschee diventeranno luoghi di coordinamento di attività di solidarietà sociale, volte ad aiutare i bisognosi, tra i quali gli anziani, i malati, le vedove e i detenuti.

Sarà inoltre istituito un fondo sostenuto dai membri della Confederazione stessa al fine di garantire e tutelare la proprietà dei luoghi di culto alle associazioni da cui dipendono dal principio, nonché un contributo per l’organizzazione del Hajj e la distribuzione di cibo Halal.

Il secondo obiettivo è favorire i rapporti di collaborazione con le istituzioni pubbliche (governo, parlamento e organizzazioni politiche) e con le diverse religioni, in particolare con il Vaticano, negli ambiti di comune interesse.

 

  • Come si raggiungono questi obiettivi ?

Nonostante tutti i tentativi compiuti da diverse organizzazioni islamiche, gli sforzi verso il riconoscimento istituzionale dell’Islam da parte delle autorità italiane sono falliti. Al fine di superare questa fase di stagnazione, occorre una nuova azione fondata su:

  1. Rappresentanza reale
  2. Trasparenza
  • Credibilità / Autorevolezza

Il fallimento delle precedenti esperienze è riconducibile all’assenza di questi tre principi fondamentali.

La moschea quindi, in questa nuova prospettiva, diventa la base per l’applicazione di questi principi, sia nelle attività che nella sua stessa natura. A partire da ciò, ciascuna moschea ha il compito di accogliere le comunità di musulmani, di indirizzarle nel modo giusto e di interagire in senso positivo con il contesto circostante composto dalle autorità locali e dalla società civile.

Al fine di evitare che l’attività delle moschee rimanga circoscritta alla dimensione locale è indispensabile creare un’unione, organizzando le proprie attività, sviluppando i propri metodi e ampliando i propri orizzonti a livello sia regionale che nazionale.

 

Carta dei Valori

Roma 21 Marzo 2012

CARTA DEI VALORI
DELLA
CONFEDERAZIONE ISLAMICA ITALIANA

Noi Musulmani d’Italia

nel creare la Confederazione Islamica Italiana, i cui caratteri fondanti e indissolubili sono l’islamicità e l’italianità.

E tenendo in considerazione che:

  • in quanto ente islamico, la Confederazione è animata dalla fede nel Dio Clemente e Misericordioso, nei Suoi Angeli, nelle Sue Scritture (Torah, Vangelo, Corano) e in tutti i Suoi Profeti da Adamo a Mohammed, Pace su di Loro,: <<Il Profeta crede in ciò che gli è stato rivelato dal Suo Signore insieme ai fedeli; e non discriminiamo nessuno dei suoi messaggeri, che dissero “abbiamo udito e obbediamo; concedici il tuo perdono Signore e a Te ci mena il Tuo Sentiero>>. (Surat, Al Baqara, V. 285).
  • in quanto organismo integrato nel tessuto sociale italiano, la Confederazione è consapevole che l’Italia è un Paese caratterizzato da una cultura e da una civiltà millenarie, nate e sviluppatesi in stretta relazione con quelle degli altri popoli del Mediterraneo. E’ in questo contesto, al contempo storico, culturale e religioso, che la Confederazione intende inserirsi, riconoscendo pienamente i principi e i dettami della Costituzione della Repubblica italiana, pietra miliare dell’identità nazionale. I musulmani italiani si considerano parte di questa società;
  • lo spirito della Confederazione è in linea con la “Carta dei Valori della Cittadinanza e dell’Integrazione” promulgata dal Ministro dell’Interno con Decreto del 23 aprile 2007. Essa si prefigge pertanto di attuarne i principi ispiratori al fine di consentire l’armonizzazione della comunità musulmana con le altre componenti della società italiana;
  • è necessario creare le condizioni migliori per garantire dignità e libertà di culto, nonché sottolineare l’importanza che i luoghi di culto riflettano il genio creativo e lo splendore dell’Arte italiana, per contribuire a collocare l’Islam in una prospettiva di integrazione e di dialogo con le altre religioni presenti;
  • il culto e il luogo in cui esso viene praticato sono elementi centrali delle attività promosse dalla Confederazione stessa e che ciò consente lo sviluppo spirituale della Comunità.

DICHIARIAMO

la nostra piena adesione ai seguenti valori

  1. rispetto assoluto dei doveri di cittadinanza;
  2. promozione e tutela dei diritti umani, in accordo con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’ONU e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea;
  3. rispetto delle libertà individuali e collettive;
  4. scelta del dialogo come metodo per la soluzione delle controversie, dove la Casa di Dio diventa il luogo privilegiato di incontro e di condivisione valoriale;
  5. rifiuto di ogni forma di discriminazione;
  6. indipendenza e neutralità nei confronti di ogni influenza ideologica;
  7. promozione dei diritti della donna musulmana nella società italiana;
  8. sostegno ai giovani per aiutarli a inserirsi nella società italiana, evitandone l’emarginazione;
  9. rafforzamento dei valori di democrazia e di trasparenza in tutte le pratiche della Confederazione.

Infine esprimiamo il nostro ardente desiderio e la nostra ferma volontà di avviare un dialogo responsabile e costruttivo con le autorità italiane su tutte le questioni di interesse comune.

La nostra fede è in Dio, nel Suo sostegno confidiamo in questo nostro cammino, accompagnati dalla buona volontà di tutti.